Casa di riposo. Lo “stop” in vista di tempi migliori per i servizi ai nostri anziani

Era l’8 dicembre 2019, quando durante la messa in Parrocchiale tutta la Comunità venne sollecitata a mettersi in prima linea per supportare la “casa di riposo”. Si arrivava da un periodo di difficoltà economiche e strutturali, che, trascinatesi da tempo, mettevano a rischio la prosecuzione del servizio. La sede non più adeguata, il numero di posti letto non sufficiente a garantire un equilibrio economico, la lunga attesa di una normativa che desse le indicazioni per costruire una nuova struttura su basi certe: la somma di questi fattori aveva portato il gestore a presentare un recesso. A fronte di tale situazione, nei mesi tra la fine del 2019 e l’inizio del 2020, la continua collaborazione tra Fondazione S. Maria Immacolata, Cooperativa la Rondine insieme all’Amministrazione Comunale e l’impegno “persistente” a voler proseguire con il servizio, hanno portato ad un accordo che, dal febbraio 2020, avrebbe dato sostegno alla Comunità Residenziale per Anziani fino a fine 2021. Si pensava, allora, che due anni sarebbero stati il tempo necessario per avere la normativa definita a livello Regionale sulle Comunità Residenziali per Anziani (ancora oggi non esiste una Delibera Regionale specifica), così da poter progettare la costruzione di una nuova sede su basi certe. Purtroppo, subito dopo la firma dell’accordo, il mondo è cambiato. Da marzo 2020 siamo immersi nel dramma della pandemia. E se l’emergenza Covid ha dato segnali importanti di cambiamento e di ripensamento in moltissimi ambiti (si pensi alla sanità, al lavoro, alle scuole), uno dei “mondi” che il Covid sta cambiando di più in assoluto è quello degli anziani e dei servizi pensati per loro. La prima ondata ha infatti segnato in maniera indelebile le RSA, le strutture di accoglienza per anziani, colpendo i più fragili in maniera impensabile e inaspettata. Da allora, tutto il mondo dei servizi residenziali per anziani si è dovuto “chiudere” alle relazioni, cercando e innovando i metodi per tenere i contatti con l’esterno. Inoltre, sempre più frequentemente, le famiglie evitano o ritardano l’ingresso nelle strutture degli anziani anche quando non autonomi e si “inventano” nuove strade di cura nella speranza di preservare così la salute dei propri cari. In questi mesi l’Amministrazione ha incontrato molti familiari che richiedevano servizi e interventi per mantenere l’anziano al domicilio e nel contempo ha ricevuto numerose segnalazioni e richieste da RSA che, per la prima volta in tanti anni, esaurite le liste d’attesa, si sono dichiarate pronte ad accogliere senza indugio nuovi ospiti per occupare i posti lasciati vuoti dal dramma di tanti decessi. Purtroppo, anche la “casa di riposo” di Borgosatollo, ha subito questo fenomeno. Nonostante la nostra residenza per anziani sia rimasta sempre “covid-free” (nessuno si è ammalato di Covid, in quest’anno) la stessa si è andata vuotando. Gli anziani presenti, al momento dell’aggravamento, sono stati correttamente trasferiti in RSA, e purtroppo non ci sono stati nuovi ingressi. Si è andati avanti per un anno, fino a quando, nel febbraio 2021, giunti ormai a 7 anziani presenti, la Cooperativa ha formalizzato il recesso dalla gestione in conseguenza della inevitabile e grave perdita economica, nonostante gli aiuti concreti della fondazione e dell’amministrazione. In questo momento dunque si è di fronte alla sospensione di un servizio ed è evidente, superato il periodo pandemico, ripensare e ripartire per trovare la migliore soluzione in favore degli anziani. È ovvio che di fronte ad un servizio che si interrompe, le domande che ci facciamo sono molte: potevamo fare di più? Potevamo cambiare strada? Quando si avrà la Delibera Regionale (speriamo tutti che il tema si chiarisca nei prossimi mesi), potremo, come comunità, concretamente ragionare di una nuova CRA sul territorio di Borgosatollo e definire quali altri servizi annettere. La Fondazione ha già acquistato un terreno in Via Roma vicino al centro abitato che potrà esserne la sede. Nel frattempo, però, non possiamo sottrarci dal ragionare insieme sul “cosa fare” per i nostri anziani. La Fondazione sospende il servizio della “casa di riposo”, ma non viene meno la sua missione, quella di aiutare gli anziani. L’Amministrazione Comunale continua a lavorare per i propri anziani con le progettualità già dichiarate dal Sindaco nel precedente numero di “Comune Aperto” e con i servizi in atto: dal Servizio di Assistenza Domiciliare ai pasti per gli Anziani al domicilio, dal servizio di trasporto per visite mediche a Brescia con AUSER Montirone, al sostegno al Centro Sociale Arcobaleno che purtroppo oggi è chiuso, ma confidiamo possa ripartire con il suo entusiasmo e le sue giornate di compagnia e contrasto alla solitudine degli anziani. Per questo motivo Fondazione e Amministrazione Comunale hanno condiviso l’obiettivo di costruire insieme, in questo periodo di “attesa”, un’offerta di servizi per gli anziani al domicilio, che possano aiutare i nostri anziani a vivere bene, a casa, e non da soli. Di certo vogliamo collaborare per restare da subito vicini ai bisogni dei nostri anziani e per progettare, su solide basi quando avremo certezza delle regole, il futuro anche di una nuova struttura.

Comunicato congiunto della Fondazione S. Maria Immacolata e dell’Amministrazione Comunale di Borgosatollo

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